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Archivio mensile:dicembre 2011

Sciopero della fame da parte del condannato per rete di prostituzione infantile a Bayamo

Uno dei condannati al carcere dopo lo scandalo di prostituzione infantile denunciato a Bayamo, Cuba, nel maggio del 2010, dopo la morte di una bambina di 12 anni, ha dichiarato uno sciopero della fame, ed oggi compie 16 giorni senza ingerire alimenti.

Ramón Enrique Álvarez Sánchez era il proprietario di una casa d’affitto per stranieri a Bayamo, e fu arrestato il 4 agosto del 2010, come presunto implicato in una rete di prostituzione infantile scoperta dopo la morte della minorenne Lilian Ramírez Sánchez, il cui cadavere fu trovato a maggio del 2010 nella periferia della città.

Álvarez Sánchez, di 51anni, fu sentenziato a ottobre del 2011 a 14 anni di detenzione per il delitto di “Complicità nella Corruzione di Minorenni”. Come parte della condanna, Álvarez Sánchez si è visto privato dei suoi beni, che includono la casa con tutti i suoi averi, l’automobile ereditata dalla sua famiglia.

Secondo Rosa Nelvia Álvarez e María Isabel Álvarez, figlie di Álvarez Sánchez, questo ha avuto bisogno di essere ricoverato in ospedale lo scorso 17 dicembre, all’interno della prigione provinciale “Las Mangas”, a causa di problemi di pressione bassa in seguito a due settimane senza alimentarsi.

Entrambe le figlie di Ramón Enrique Álvarez affermano che questi era stato trasferito da una cella di isolamento nei giorni previ al suo ricovero, per obbligarlo ad alimentarsi. […Clicca qui per leggere il resto dell’articolo…]

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Pubblicato da su dicembre 21, 2011 in Uncategorized

 

Sia benvenuto il passato


Se, in qualche modo impensabile, potessi passare in questi giorni cinque minuti col presidente Barack Obama, li impiegherei per trasmettergli un messaggio chiaro: “Non ponga il veto sulla clausola che restringe i viaggi e le transazioni economiche con Cuba, presidente”.

Non so se gli direi che ho tutti i miei cari a Cuba, e che in questo mio anno di vita negli Stati Uniti non ho smesso di ripetere, con una costanza impertinente, che allontanare i cubani che stanno dentro da quelli che stanno fuori dall’Isola è poco più che un’ingiustizia: è un grave equivoco.

Però consiglierei al presidente di non porre il veto, per il caso di Cuba, sul progetto di legge budgetario che, prima del prossimo 16, sarà approvato o negato dal Congresso, e nel quale il rappresentante federale repubblicano Mario Diaz Balart ha intrufolato abilmente la sua ammenda, per far ritornare la politica di viaggi e transizioni economiche ai tempi di George W. Bush.

Perché? Beh, perché così come ogni popolo ha il governante che merita, così ogni settore di una democrazia ha le misure che merita, promulgate dai legislatori che sceglie e merita. […Clicca qui per leggere il resto dell’articolo…]

 
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Pubblicato da su dicembre 14, 2011 in Uncategorized

 

Natale 2.0

Con un solo click premuto dal suo santo dito, si è acceso a duecentoventi chilometri dalla sua santa abitazione l’albero di natale più colossale del mondo. Detto dal Libro dei Guinness: l’albero che occupa 750 metri del versante di Gubbio è già un record. E quell’albero lo ha acceso Benedetto XVI, da Roma, con un Sony Tablet da 500 dollari.

Migliaia di ingegneri tra i lettori potrebbero spiegare ció che per me è un mistero: come si implementa un meccanismo che, via satellite, accende lampadine a distanza con il solo click di un pulsante sulla tavola elettronica. Peró c’è qualcosa che il mio senso comune sa: quel meccanismo costa molto.

Sua Santità ha visto il risultato del suo click attraverso un moderno televisore LCD di molti pollici. Forse ha visto l’immagine ed ha pensato dentro di sé: “A questo livello, fare miracoli è un po’ più facile”.

Se cambiava canale su una qualsiasi delle telecamere del Vaticano, poteva vedere anche l’albero di natale che esige il fastigio della Casa di Dio, da inaugurare il prossimo 16: un abete di 5,6 metri di altezza, importato dalla regione ucraina di e ornato con 2.500 figure d’oro e d’argento.

La cosa più affascinante non è questa. E’ ció che era successo tre giorni prima, il 4 dicembre, dal suo stesso balcone che si affaccia su Piazza San Pietro: il Santo Padre esortó i suoi fedeli a praticare l’austerità natalizia.

Durante la preghiera dell’Angelus, Joseph Ratzinger precisó che il Signore, “da ricco che era si fece povero per voi, affinché voi vi faceste ricchi attraverso la sua povertà”, e ricordó l’umile Giovanni Battista, che il proprio Gesù ammirava al di sopra di quelli che “vivevano in palazzi da re e vestivano abiti lussuosi”.

Quando l’assurdo è troppo grottesco, c’è una sola reazione: il silenzio. Forse un po’ d’introspezione. Da parte mia, mi azzarderei a chiedere solo una cosa agli assessori – o come santamente si chiamino – di Benedetto XVI, in questi giorni di preghiera e allegria: che dicano al Sommo Pontefice, se alla fine andrà a Cuba a marzo dell’anno entrante, che sarebbe una buona idea vendere prima la Sony Tablet.

So già che le decime vanno solo dai fedeli alla Chiesa, mai al contrario, peró con 500 dollari potrebbe dar da mangiare a troppe bocche delle mie, e per quella data sarà già passato il Natale 2.0.

Traduzione di Gaetano Zamboni
gaetanozamboni@gmail.com

 
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Pubblicato da su dicembre 8, 2011 in Uncategorized

 

Viva il circo! E’ nata la CELAC

Che il primo vertice della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, l’appena nata CELAC, sarebbe stata un pittoresco circo dove si sarebbero ventilate alcune delle peggiori abitudini della nostra porzione latinoamericana, era cosa nota. Ciò che non sapevamo era la dimensione della comitiva, la varietà dei numeri che avrebbero interpretato i suoi protagonisti, e i rari esemplari che avrebbero integrato gli atti circensi.

Chi non contava sul fatto che la stella del cartello sarebbe stata il gonfio presidente del Venezuela, al quale nemmeno le terribili cellule cancerose hanno riportato la sensatezza?

Hugo Chávez ormai riesce ad erigersi arlecchino ufficiale di ogni conclave al quale assiste. Basta ricordare il Vertice Iberoamericano del 2007, quando fu invitato a tacere dal re Juan Carlos I al quale sembrò esagerata l’incontinenza verbale del governante; o il Vertice di Trinidad e Tobago del 2009 dove, in uno dei suoi atti sedicendemente simbolici e veramente ridicoli, ossequiò Barack Obama con un esemplare di “Le Vene Aperte dell’America Latina”. […Clicca qui per leggere il resto dell’articolo…]

 
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Pubblicato da su dicembre 7, 2011 in Uncategorized