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Natale 2.0

08 Dic

Con un solo click premuto dal suo santo dito, si è acceso a duecentoventi chilometri dalla sua santa abitazione l’albero di natale più colossale del mondo. Detto dal Libro dei Guinness: l’albero che occupa 750 metri del versante di Gubbio è già un record. E quell’albero lo ha acceso Benedetto XVI, da Roma, con un Sony Tablet da 500 dollari.

Migliaia di ingegneri tra i lettori potrebbero spiegare ció che per me è un mistero: come si implementa un meccanismo che, via satellite, accende lampadine a distanza con il solo click di un pulsante sulla tavola elettronica. Peró c’è qualcosa che il mio senso comune sa: quel meccanismo costa molto.

Sua Santità ha visto il risultato del suo click attraverso un moderno televisore LCD di molti pollici. Forse ha visto l’immagine ed ha pensato dentro di sé: “A questo livello, fare miracoli è un po’ più facile”.

Se cambiava canale su una qualsiasi delle telecamere del Vaticano, poteva vedere anche l’albero di natale che esige il fastigio della Casa di Dio, da inaugurare il prossimo 16: un abete di 5,6 metri di altezza, importato dalla regione ucraina di e ornato con 2.500 figure d’oro e d’argento.

La cosa più affascinante non è questa. E’ ció che era successo tre giorni prima, il 4 dicembre, dal suo stesso balcone che si affaccia su Piazza San Pietro: il Santo Padre esortó i suoi fedeli a praticare l’austerità natalizia.

Durante la preghiera dell’Angelus, Joseph Ratzinger precisó che il Signore, “da ricco che era si fece povero per voi, affinché voi vi faceste ricchi attraverso la sua povertà”, e ricordó l’umile Giovanni Battista, che il proprio Gesù ammirava al di sopra di quelli che “vivevano in palazzi da re e vestivano abiti lussuosi”.

Quando l’assurdo è troppo grottesco, c’è una sola reazione: il silenzio. Forse un po’ d’introspezione. Da parte mia, mi azzarderei a chiedere solo una cosa agli assessori – o come santamente si chiamino – di Benedetto XVI, in questi giorni di preghiera e allegria: che dicano al Sommo Pontefice, se alla fine andrà a Cuba a marzo dell’anno entrante, che sarebbe una buona idea vendere prima la Sony Tablet.

So già che le decime vanno solo dai fedeli alla Chiesa, mai al contrario, peró con 500 dollari potrebbe dar da mangiare a troppe bocche delle mie, e per quella data sarà già passato il Natale 2.0.

Traduzione di Gaetano Zamboni
gaetanozamboni@gmail.com

 
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Pubblicato da su dicembre 8, 2011 in Uncategorized

 

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