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Prologo

Finalmente sì, ho ceduto alla necessità. Molte volte mi sono chiesto quanto tempo avrei resistito allo stimolo, alla tentazione, e rimandavo la risposta come si fa con le cose scomode o inevitabili.

Perché ammettere la necessità di un blog, di questi tempi, è un po’ come vestirsi alla moda, e non mi vergogno d’ammettere che a tutto ciò che va di moda gli appiccico il sospetto di puerile. A volte indiscriminatamente. E per questo, tanto spesso mi ferisco.

E’ quando arrivano le circostanze a sconfiggere la mia sciocchezza, e a dirmi: ci sono tempi in cui la moda ci salva e ci redime. Ci riempie i polmoni d’ossigeno quando sembravamo intossicati di routine, e ci consegna nuovi cammini, splendidi come soluzioni.

Da ciò nasce la mia abdicazione. E di conseguenza, da ciò nasce questo Pequeño Hermano. Dall’accertamento che, senza voce propria, noi uomini ci ingozziamo di pensiero. Il pensiero accumulato arriva ad essere una materia che ha bisogno di espansione, altrimenti si rivolta contro sé stessa, sbatte contro le pareti del cranio, e si autodistrugge.

Per evitare che questo succeda, abbiamo la voce. La voce orale e quella scritta. Però abbiamo bisogno di usarla. E se nessuno intorno a te offre un luogo per estenderla, e se ti chiudono gli spazi ed i parchi, e se ti proibiscono di urlare o di scrivere un giornale, qualcosa bisognerà cercare, non è così? La parola alternatività è diventata così imprescindibile che, se non l’avessimo nella nostra lingua, dovremmo inventarla.

Bene, così nasce, ripeto, El Pequeño Hermano.

Questo blog è uno sguardo da sotto. Una ripresa dal basso. Però è uno sguardo che non ammette bendaggi né tollera sbendaggi. Perché, benché al Fratello Grande pesi molto, e benché si sforzi molto per impedirlo (como quello che bruciava le partiture a Johann Sebastian Bach, e non gli lasciava suonare il clavicordio con libertà), il Pequeño Hermano (Piccolo Fratello, ndr) ha occhi per vedere.

E per fortuna, una voce chiara, e molto sincera, che sa anche dire.

 

Traduzione di Gaetano Zamboni
gaetanozamboni@gmail.com

 

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